Chi non conosce la storia potrebbe giustamente supporre che la zuppa inglese sia un dolce di origine anglosassone, mentre in realtà è un dolce italianissimo a base di pandispagna, crema pasticcera e liquore. Ma, se è un dolce italiano, perché la zuppa inglese si chiama così?

Rispondere a questa domanda non è semplice poiché la nascita della zuppa inglese è avvolta nella leggenda e si perde in tutta una serie di ipotesi che ne attribuiscono la paternità di volta in volta all’Italia, alla Francia o all’Inghilterra. Le ipotesi più accreditate sono due, entrambe molto distanti tra loro, ma, comunque entrambe plausibili.

Ipotesi 1- Creata nel 15esimo secolo nella Corte dei Duci D’Este

La prima collocherebbe la nascita della zuppa inglese nel periodo del Rinascimento italiano e più precisamente alla corte dei Duchi D’Este. In base a questa ipotesi la zuppa inglese non sarebbe altro che una riproposizione in chiave nostrana di un dolce tipico della corte inglese, il triffle. Il triffle era un dolce da forno preparato con gli avanzi di pasticceria e servito insieme al tè. Si racconta che un diplomatico estense di ritorno da una missione a Londra avesse chiesto ai pasticceri di corte di preparargli il triffle. I pasticceri utilizzarono una ciambella tipica dell’epoca come base al posto della pasta lievitata inglese, la bagnarono con il rosolio e l’alchermes e la farcirono con della crema pasticcera. E’ così che, secondo questa ipotesi, sarebbe nata la zuppa inglese, il cui nome rimanderebbe proprio al dolce inglese che aveva ispirato tale creazione.

Ipotesi 2 – Inventata nel 19esimo secolo tra Toscana, Marche ed Emilia Romagna

La seconda ipotesi, invece, colloca la creazione della zuppa inglese nel 19esimo secolo, quando cioè la ricetta della zuppa inglese compare ne “La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene” del padre della cucina italiana, Pellegrino Artusi.

Ciò che si sa per certo è che sul finire dell’800, la zuppa inglese era preparata e diffusa in almeno tre regioni italiane: Emilia Romagna, Toscana e Marche e ognuna di esse se ne intestava la paternità.

Anche nella seconda ipotesi, si fa riferimento ad un dolce inglese che avrebbe ispirato quello italiano e da cui poi deriverebbe anche il nome.