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La farina di grano saraceno continua a trovare sempre più spazio in cucina e oggi abbiamo deciso di approfondire insieme questo prodotto. La farina di grano saraceno si ottiene appunto dalla macinazione di questo tipo di grano che appartiene alla famiglia delle “poligonacee”, ed è usata soprattutto nel nord Italia.

All’aspetto il grano saraceno non ha quel tipico colore dorato ma la tonalità varia dal verde al rosso. Purtroppo la sua storia, a differenza di molti altri cereali, non è ben chiara e non vi sono documenti di cui si può conoscere la tracciabilità. Il grano saraceno infatti era destinato all’autoconsumo a causa della difficoltà nella coltivazione. Gran parte della farina di grano saraceno che troviamo sugli scaffali dei nostri supermercati proviene dalla Cina e se vogliamo essere certi che sia un prodotto made in Italy dobbiamo recarci presso qualche punto vendita che si occupa esclusivamente di bio.

Dopo questa piccola premessa, scopriamo come utilizzare la farina di grano saraceno in cucina. Innanzitutto essendo meno raffinata è perfetta per biscotti, focacce, pasta fresca e prodotti da forno poco elaborati: ad esempio, potremmo preparare una torta di grano saraceno con pere e confetture di arance, o delle crocchette di grano saraceno. Il grano saraceno è anche l’ingrediente chiave dei pizzoccheri, una pasta tradizionale della Valetellina.

Questi prodotti sono consigliati alle persone che soffrono di diabete perché sono ricchi di amido, oppure a chi ha problemi di fragilità capillare per la presenza di rutina, una sostanza che li rinforza. Tra gli aspetti positivi della farina di grano saraceno c’è sicuramente l’assenza di glutine che la rende perfetta per gli intolleranti a questa sostanza.

Il grano saraceno è inoltre ricco di potassio e magnesio, il che lo rende ottimo per il benessere del sistema cardiovascolare. Un’alimentazione ricca di grano saraceno porta a un minor rischio di sviluppare colesterolo cattivo e pressione alta.