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Guerre, religione, economia e folklore. Il sale ha svolto nella storia dell’uomo un ruolo a dir poco essenziale, diventando progressivamente un ingrediente immancabile delle nostre diete. Ne esistono davvero tantissimi tipi, dunque la domanda sorge spontanea: come scegliere quello più adatto? Dipende dalla preparazione che si vuole realizzare, ogni sale è perfetto per condire una ricetta, ma occorre distinguere il gusto, la consistenza e il contenuto di sodio e di minerali.

Sale marino
C’è una distinzione tra il sale marino “integrale” e quello da tavola. Nel primo caso, il sale si ricava dall’evaporazione dell’acqua marina, dunque è ricco di cloruro di sodio: il contenuto di minerali (potassio, zinco e ferro su tutti) dipende invece dal luogo di raccolta. Rispetto al sale raffinato o da tavola, quello marino è più genuino, oltre ad avere un sapore più forte e deciso.

Sale rosa dell’Himalaya
Come suggerisce il nome, il continente di provenienza di questo sale è l’Asia, per la precisione si raccoglie in Pakistan, paese in cui si trova una delle miniere più grandi del mondo. La colorazione tipica è rosa, grazie alla presenza di ossido di ferro. Il sodio, al contrario, è in quantità inferiori rispetto al sale comune. È consigliato in quelle diete in cui è necessario disintossicarsi, ma è perfetto per qualsiasi intento alimentare: il sapore è meno aggressivo e non appesantisce.

Fior di sale
Il fior di sale (conosciuto anche come fleur de sel o sale della Camargue), non è un sale raffinato ed è piuttosto raro: l’aroma che riesce a conferire è particolarissimo, tanto è vero che è consigliato in molte insalate e verdure crude o cotte al vapore. In alternativa, questo sale è in grado di conferire il giusto tocco di salinità ai pomodori. Per i suoi pregi è stato ribattezzato “caviale del sale”.

Sale alle erbe
Cereali e verdure sono gli alimenti più indicati per utilizzare questo condimento: è comunque molto utile anche per la lunga conservazione del rosmarino, della salvia, del timo e di altri profumi. Di solito se ne utilizza molto meno rispetto agli altri sale, eppure il sapore è più intenso, grazie all’abbinamento vincente sale marino-erbe aromatiche.

Sale affumicato
Per ottenere il sale affumicato si aggiunge al normale sale marino il fumo ricavato dalla combustione del legno: si tratta di un processo naturale e il sapore dipenderà dal legno utilizzato (noce, abete e molti altri). Il colore tipico è bruno, mentre le ricette più indicate per usarlo come condimento sono quelle a base di verdure e di patate.

Sale nero
Quando si parla di sale nero si fa riferimento a due differenti tipologie, quella di Cipro e quella dell’isola di Molokai. Nel primo caso, il sale assume questa colorazione grazie alla combustione di alcuni legni (salice e betulla in primis): si tratta di carbone vegetale, utile sia per curare alcune intossicazioni sia per condire piatti di pesce, uova e zuppe. Il sale nero dell’isola di Molokai (nelle Hawaii) è ricco di minerali ed è anch’esso disintossicante: i grani sono piuttosto grandi (dunque consigliati per le decorazioni), la scelta ideale per preparare il pollo, il salmone e la carne alla griglia.

Sale grigio
Il sale grigio viene prodotto in Francia, più precisamente in Bretagna. La colorazione è dovuta al fatto che l’argilla delle coste oceaniche si deposita sulle saline e conferisce questa caratteristica al sale. I sali minerali sono superiori nel contenuto rispetto al sale marino, ma il sodio è inferiore: questo tipo di sale è perfetto per le verdure bollite.

Sale blu
Esiste persino un sale blu per condire i cibi. La provenienza di questo ingrediente è asiatica, per la precisione l’Iran, tanto che si parla di “sale blu di Persia”. Il colore così particolare dipende da un minerale, la silvinite. Il tipico retrogusto è speziato: questo sale è consigliato per sostituire il normale sale da tavola e per chi ha bisogno di assumere potassio e cloro.

Sale rosso
Il sale rosso, come visto nel caso di quello nero, è raccolto alle Hawaii. Un’argilla di colore rosso evapora e va ad arricchire il sale stesso di ferro, colorandolo. I palati più fini possono avvertire una lieve presenza di ferro per quel che riguarda il gusto: un sapore così particolare è l’ideale per la carne arrosto e per il pesce alla griglia.