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Famosissima in tutto il Sud Italia, la pastiera è il dolce di Pasqua per eccellenza in Campania. Simbolo di rinascita, la pastiera, detta anche pastiera napoletana, è una sorta di crostata di pasta frolla, farcita con un saporito e soffice ripieno a base di ricotta, uova e grano cotto nel latte, aromatizzata all’acqua di arancia.

La leggenda vuole che sia stata inventata addirittura dalla dea Partenope, simbolo della città, mescolando gli ingredienti che le erano stati portati in dono dai fedeli, ovvero: uova, grano, latte, farina e ricotta.

Di sicuro la pastiera di grano era nota e apprezzata già nel ‘600, dal momento che Giovanbattista Basile la citò in una scena della famosa novella “La gatta Cenerentola”, contenuta nel suo capolavoro, il  “Lo cunto de li cunti”. Di recente, la pastiera ha ottenuto il riconoscimento di Prodotto Agroalimentare Campano.

Presenza irrinunciabile sulle tavole del pranzo pasquale, le mamme napoletane sono solite prepararla nei tre giorni immediatamente precedenti alla Pasqua. L’usanza vuole che ogni famiglia prepari diverse pastiere per poi regalarle ai parenti e agli amici più stretti.

Non è inusuale, quindi, che la domenica di Pasqua in tavola vengano portate diverse pastiere, dono di zie, nonne, cugine e amiche e che nessuna di queste sia uguale, in tutto e per tutto, alle altre.

Come tutti i dolci tradizionali, infatti, anche la pastiera napoletana presenta numerose varianti. C’è chi la prepara con il grano frullato, chi preferisce lasciare i chicchi interi, chi aggiunge della crema pasticcera al ripieno di ricotta, o, chi la arricchisce ulteriormente con canditi e gocce di cioccolata.

La ricetta originale, quella tramandata negli anni, prevede l’utilizzo di ricotta di pecora per il ripieno e di strutto per la pasta frolla. Il grano è lasciato intero e mescolato insieme a qualche scorzetta di arancia o cedro candito e ad una manciata di cucuzzata (zucca candita) tagliata a dadini.