Allarme latte in polvere, scatta l’inchiesta: due neonati morti, coinvolto un marchio famoso

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Confezione di latte in polvere e biberon su un tavolo da cucina per allerta neonati

Maxi ritiro di latte in polvere, morti due neonati: la magistratura ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, nel mirino i lotti di un colosso del settore.

Il sospetto è di quelli che tolgono il sonno: una contaminazione batterica all’interno di lotti di latte artificiale che avrebbe causato la morte di due neonati di pochissimi giorni. La notizia, che sta facendo il giro d’Europa, arriva dalle procure di Bordeaux e Angers, in Francia, dove i magistrati hanno avviato un’indagine penale per omicidio colposo.

Al centro del caso ci sono alcuni prodotti di un marchio leader mondiale: Nestlé. In Italia, il Ministero della Salute ha iniziato a pubblicare i primi avvisi di richiamo già il 9 gennaio 2026, riguardando inizialmente alcuni lotti di Nidina. Con l’evolversi delle indagini in Francia a fine gennaio, l’attenzione si è spostata sulla potenziale contaminazione di un ingrediente comune (olio ARA), portando a un’estensione dei controlli su scala europea che coinvolge ora anche i marchi Guigoz e Nidal, latti in polvere utilizzati quotidianamente da milioni di famiglie e reperibili anche online.

Allarme latte in polvere, neonati morti: il sospetto killer silenzioso è una tossina

Secondo quanto riportato dalle testate giornalistiche d’oltralpe è in corso di verifica il collegamento tra il decesso dei piccoli e la presenza del Bacillus cereus. Non si tratta di un comune batterio: questo microrganismo può produrre la tossina cereulide, estremamente resistente al calore e in grado di causare gravi intossicazioni. Nei neonati, il cui sistema immunitario è ancora in formazione, gli effetti possono essere purtroppo fatali. Le indagini puntano a capire se la contaminazione sia avvenuta nelle catene di produzione o durante la conservazione dei lotti.

Il colosso Nestlé ha risposto alle accuse sottolineando che, al momento, non è stato stabilito un legame definitivo tra i suoi prodotti e i decessi. Le stesse autorità governative hanno chiarito e sottolineato che il nesos è tuttora da verificare. Tuttavia, la prudenza non è mai troppa: in diversi Paesi (tra cui l’Italia) sono scattati richiami precauzionali per problemi di qualità. È fondamentale che i genitori non cedano al panico, ma che adottino un protocollo di sicurezza rigoroso. La trasparenza in questi casi è l’unica arma per proteggere i più piccoli.

Cosa devono fare i genitori ora?

Per garantire la massima sicurezza ed evitare allarmismi ingiustificati, ecco la procedura da seguire basata sulle direttive ufficiali soprattutto nel caso in cui si utilizzano marchi internazionali di latte in polvere:

Monitoraggio costante: consultate regolarmente il sito del Ministero della Salute italiano per verificare eventuali estensioni dei richiami nel nostro Paese.

Sintomi sospetti: in presenza di vomito persistente o letargia, contattate con urgenza il pediatra o il numero di emergenza 118 (o 15 se vi trovate in Francia).

Collaborazione con l’azienda: Nestlé ha messo a disposizione numeri verdi dedicati per rispondere ai dubbi dei consumatori e gestire le procedure di rimborso.

Questo drammatico evento ci ricorda che la sicurezza alimentare non è mai un dato acquisito, specialmente quando si parla di alimenti per l’infanzia. Monitorare costantemente le allerte del Ministero è una pratica che può salvare la vita. Per il resto bisognerà ora attendere gli sviluppi dell’inchiesta delle Procure francesi per capire se il decesso dei neonati è realmente collegato all’assunzione del latte in polvere coinvolto.

Il caso Nidina in Italia: i lotti richiamati dal Ministero

Mentre in Francia si indaga sui marchi Guigoz e Nidal, in Italia l’allerta ha riguardato da vicino il latte Nidina, uno dei prodotti più utilizzati nelle nostre case. Il Ministero della Salute, già a partire dal 9 gennaio 2026, ha disposto il ritiro precauzionale di alcuni lotti specifici a causa della sospetta presenza di Bacillus cereus.

Il richiamo italiano ha interessato in particolare il formato liquido, molto pratico per le mamme ma che richiede standard di sicurezza estremi. Vuoi controllare se il latte che hai in casa è sicuro? Abbiamo preparato una guida dettagliata con l’elenco completo di tutti i codici: Leggi qui l’elenco completo dei lotti Nidina ritirati.

Oltre ai richiami già attivi in Italia per il marchio Nidina, l’allerta europea si è estesa a due marchi storici del gruppo Nestlé: Nidal e Guigoz. Sebbene l’inchiesta penale sia partita dalla Francia, la rete di allerta rapida europea (RASFF) ha monitorato la distribuzione di questi lotti in 16 Paesi.

I prodotti sotto osservazione sono principalmente latti in polvere e formule speciali per lattanti. Ecco i riferimenti segnalati dalle autorità francesi (Ministero dell’Agricoltura) e recepiti a livello internazionale:

Linea GUIGOZ (Latte in polvere)

Guigoz 1 (Standard e Optipro): Confezioni da 800g.
Guigoz Gest 1: Formula specifica per il comfort digestivo.
Lotti coinvolti: Le serie che iniziano con i codici 4151, 4152 e 4155.
Data di scadenza: Generalmente compresa tra gennaio e marzo 2026.

Linea NIDAL (Latte in polvere)

Nidal 1: Formato classico per neonati 0-6 mesi.
Nidal Pelargon 1: Formula acidificata per la digestione.
Lotti coinvolti: In particolare il lotto 41510445C2 (segnalato per potenziale contaminazione da olio ARA).

Cosa significa il “Rischio Microbiologico”?

Nei comunicati ufficiali, il ritiro viene classificato come “Rischio Microbiologico”. Questo termine indica che, durante i controlli di qualità o a seguito di segnalazioni esterne, è emersa la possibilità che il prodotto contenga batteri nocivi o le loro tossine (come il Bacillus cereus).

È bene ribadire che, come riportato anche da fonti autorevoli, il collegamento tra questi lotti e i decessi in Francia rimane un’ipotesi di indagine. Nestlé ha dichiarato che non sono state trovate tracce della tossina nei campioni di fabbrica, ma il richiamo rimane attivo per “estrema cautela”. La sicurezza dei bambini viene prima di tutto. Sebbene il nesso tra i decessi in Francia e l’assunzione del latte sia ancora una ipotesi al vaglio della magistratura, la rimozione precauzionale dei lotti operata da Nestlé e dalle autorità sanitarie è la massima garanzia di tutela per i consumatori.

Ultimo aggiornamento ore 12.06 29 Gennaio 2026