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Si calcola che solo in Italia sono ben 18 milioni le persone che soffrono di allergia ai pollini, un disturbo che si accentua maggiormente nel periodo primaverile, con la fioritura di mimose, parietarie, cipressi e graminacee.

L’allergia ai pollini è un disturbo molto fastidioso per chi ne soffre e che si manifesta con naso chiuso, mal di testa, prurito, difficoltà respiratorie e riniti. I sintomi dell’allergia ai pollini vengono trattati con antistaminici e medicinali specifici, capaci di tenere sotto controllo le manifestazioni allergiche e alleviare la sensazione di malessere diffuso.

L’azione dei farmaci, però, può essere coadiuvata e supportata attraverso l’alimentazione, evitando quei cibi che possono accentuare o addirittura scatenare le reazioni allergiche. Molto importante, inoltre, è individuare la tipologia di pollini a cui si è allergici.

Ecco, allora, un elenco dei cibi da evitare in base al tipo di allergia:

  • I Kiwi vanno evitati in caso di allergia da graminacee, betulla e paritaria.
  • I pomodori sono sconsigliati a chi è allergico alle graminacee e alle cucurbitacee.
  • Le pesche sono vietate in caso di allergia alle graminacee, al polline di betulla, di nocciolo e alle rosacee.
  • Gli agrumi dovrebbero essere consumati con moderazione da chi soffre di allergia alle graminacee.
  • Le carote sono sconsigliate, invece, per gli allergici alla betulla, all’ambrosia e alle asteracea.
  • Noci, noccioline e mandorle sono da evitare in caso di allergia alla betulla e alla parietaria.
  • Le fragole sono vietate a tutti gli allergici alla betulla e alle rosacee.
  • I carciofi, ortaggio tipico del periodo primaverile, sono da evitare in caso di allergie alle composite.
  • Il finocchio va evitato per le allergie alla betulla e alle asteraceae.
  • La camomilla, infine, può essere dannosa per chi è allergico alle composite.