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L’utilizzo delle uova è l’unico punto in comune: frittate e omelette vengono spesso confuse e considerate la stessa cosa, tanto da sembrare quasi dei sinonimi, in realtà le differenze ci sono e sono fondamentali da ricordare in cucina. Cerchiamo dunque di capire che cosa distingue i due piatti e quali sono gli ingredienti che li compongono, sottolineando inoltre gli abbinamenti che possono avere maggiore successo in entrambi i casi.

Cottura e ingredienti
Sia la frittata che l’omelette vengono preparati con le uova, ma nel primo caso la cottura avviene su entrambi i lati e gli ingredienti tipici (ad esempio il prosciutto e il formaggio, ma non solo) sono mescolati insieme alle uova stesse. Nell’omelette, al contrario, la cottura riguarda un solo lato del piatto, senza dimenticare che gli ingredienti non si amalgamano insieme alle uova, ma vengono aggiunti alla fine come farcitura (un po’ come fosse un panino), come ad esempio nel caso dell’omelette con prosciutto cotto e stracchino o dell’omelette con salmone affumicato e chèvre.

Le caratteristiche tipiche della frittata
La frittata viene consumata soprattutto come secondo piatto, ma non mancano i casi di dessert particolari. Per la tipica preparazione, gli ingredienti devono essere mescolati insieme alle uova: queste ultime sono sbattute, ma non per troppo tempo, una operazione che va fatta poco prima della cottura vera e propria e che consente alla ricetta di non gonfiarsi eccessivamente. L’impasto della frittata viene cotto in padella o al forno, con una cottura che deve riguardare necessariamente i due lati. Ne sono un esempio la frittata di carciofi e piselli, la frittata con pomodori verdi e la frittata di asparagi. Una volta terminato il tutto, il piatto può essere ulteriormente farcito , comunque nell’impasto originale non dovrebbero mai mancare formaggio grattugiato, sale e pepe.

Le caratteristiche tipiche dell’omelette
Come si intuisce facilmente dal nome, l’omelette è un piatto tipico della cucina francese, ma è poi riuscito a prendere piede in tutto il mondo. Come è già stato sottolineato, la cottura deve riguardare un solo lato, così da consentire poi di ripiegare il tutto in due e di ricavare una sorta di mezzaluna: c’è anche chi piega l’omelette in tre, dandogli la forma tipica di un rotolo.