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Da alcuni anni l’industria alimentare ha introdotto i cosiddetti coloranti alimentari: di solito, si tratta di sostanze che non hanno grandi valori nutrizionali e il cui unico scopo è quello di modificare e migliorare l’aspetto di alcuni cibi, in particolare per quel che riguarda il loro colore. In pratica, vengono utilizzati proprio per rendere il risultato finale appetibile e invitante nel nome del marketing. In effetti, si cerca di attirare il più possibile in questa maniera il consumatore, costantemente alla ricerca di alimenti sani e rispettosi dell’ambiente

I coloranti alimentari sono sostanzialmente di due tipi, visto che esistono quelli artificiali e quelli naturali: sono proprio questi ultimi su cui vale la pena concentrare l’attenzione. I coloranti naturali sono ottenuti solitamente da vegetali e di solito in questo elenco non vengono inclusi gli estratti e i succhi di vegetali e di frutta (carota, fragola, ciliegia, mirtillo e limone), i quali conferiscono sia colore che aroma. Ecco di seguito i più diffusi.

Coloranti gialli
Tra i coloranti gialli troviamo la curcumina e riboflavina. Nel primo caso si sta parlando di un colorante giallo-arancio ricavato dalla curcuma, tipica spezia indiana e del Medio Oriente: il suo utilizzo tipico è quello relativo a mostarde, dadi da cucina, latticini, dolci e gelati alla crema. La riboflavina, invece, è conosciuta anche come vitamina B2 ed è un colorante naturale del latte e di ortaggi come il cavolo e il pomodoro.

Coloranti verdi
Tra i coloranti naturali verdi usati in ambito alimentare meritano di essere citate le clorofille: si sta parlando dei pigmenti che si trovano in gran parte delle piante e delle alghe e che sono in grado di assorbire bene la radiazione rossa e violetta, complementare appunto al verde. Si usa soprattutto in gelati, oli e verdure.

Coloranti rossi
Diversi sono i principali coloranti naturali rossi. Della cocciniglia (E120) si parla molto: viene ottenuto grazie all’essiccazione delle femmine di un insetto, la cocciniglia americana, ed è tipico dei succhi di frutta. Il rosso oricello, invece, si ottiene dalla fermentazione di alcuni licheni: l’orceina (E121) veniva utilizzata persino dagli antichi egizi nelle loro ricette. La malvidina è la principale responsabile del colorito rosso del vino, mentre il rosso di barbabietole è un colorante perfetto per carni, gelati e caramelle.

Coloranti bruni e neri
Il caramello (E150) è il principale colorante naturale bruno: il suo tipico colore che vari dal giallo pallido al bruno scuro è l’ideale per vini e mosti e in effetti viene sfruttato soprattutto nella preparazione di liquori, di bevande analcoliche (Coca Cola in primis), birre, cioccolato e caffè. Il carbone vegetale (E153) è il più importante colorante nero, ricavato da sostanze vegetali come legno e gusci di noci di cocco e molto utile per colorare caramelle e bevande.

Altri coloranti
Tra gli altri coloranti alimentari naturali merita un cenno anche la buccia d’uva, impiegata per le colorazioni che vanno dal rosso al blu, senza dimenticare le patate dolci viola, piante che stanno diventando sempre più la soluzione moderna dell’industria alimentare.

Scoprite come colorare la pasta in casa, utilizzando appunto dei coloranti alimentari naturali.