Fatti Fritti sardi, soffici anche il giorno dopo con la ricetta della nonna: il segreto della riga bianca
Fatti Fritti Sardi o Parafrittus, chi è che non conosce le morbidissime ciambelle di Carnebale con la riga bianca? La ricetta antica della nonna per non sbagliare.
Se esiste un profumo che definisce il Carnevale in Sardegna, è quello dei Fatti Fritti o Parafrittus: golose e morbidissime ciambelle della tradizione. Già un mese prima del martedì grasso, le cucine sarde si riempiono di queste golosità ed ovviamente diventano un vero e proprio rito collettivo da condividere.
Lo sapevi che…?
La curiosità più dolce riguarda la loro famosa riga chiara centrale che li caratterizza e li rende speciali: non è un errore di cottura, ma il “diploma” che certifica la lievitazione perfetta. In passato, le donne sarde facevano a gara a chi otteneva la riga più alta e precisa: era la prova tangibile che l’impasto era leggero come una nuvola, capace di galleggiare nell’olio senza affondare.
Il nome stesso Parafrittus, evoca l’immagine dei frati (dal sardo para): si dice che la linea bianca ricordi il cordone bianco che i frati portano in vita sopra il saio scuro o secondo altri, la chierica dei monaci. Un tempo, l’impasto veniva messo a riposare “sotto le coperte” di lana nel letto, per proteggerlo dalle correnti d’aria della cucina e garantire una temperatura costante, un gesto d’amore che ancora oggi molti nell’isola ripetono con devozione.

Ingredienti
- 250 grammi Farina 00
- 250 grammi Farina di Manitoba
- 250 millilitri Latte
- 2 Uova
- 80 grammi Zucchero semolato
- 80 grammi Strutto
- 1 buccia grattugiata di arancia
- 1 buccia grattugiata di limone
- 12 grammi lievito di birra fresco
- 30 millilitri liquore (Filu Ferru)
Presentazione
Preparazione
Come fare Fatti Fritti sardi, soffici anche il giorno dopo con la ricetta della nonna: il segreto della riga bianca
1
Iniziate sciogliendo il lievito ed un cucchiaino di zucchero nel latte: aspettate 10 minuti, poi versate nella planetaria insieme alle farine, uova, zucchero, liquore ed aromi. Una volta che avrete ottenuto un impasto morbido ed omogeneo, inserite lo strutto un po’ alla volta facendolo assorbire gradualmente finché l’impasto sarà ben incordato ed elastico. In ultimo aggiungete un pizzico di sale e fate incorporare benissimo.
2
Fatto ciò coprite con la pellicola, possibilmente avvolgete con coperte di lana come da tradizione e lasciate lievitare circa 4/6 ore in un luogo asciutto e lontano da correnti. Quando l’impasto sarà raddoppiato, create delle palline da 70 grammi, praticate un buco al centro allargandolo delicatamente con le dita (eventualmente aiutandovi con poca farina se l’impasto è troppo appiccicoso) e mettete ogni ciambella su un quadrato di carta forno.
3
Ora lasciate lievitare ancora al caldo fino al raddoppio (io circa 3 ore): dovranno apparire belle gonfie ed alte. A questo punto versate abbondante olio di semi in una padella e portatelo alla temperatura ideale di 170 gradi (se avete un termometro). Diversamente dovrà essere ben caldo, ma senza eccedere altrimenti si cuoceranno all’esterno restando però crude all’interno.
4
Friggete i vostri Fatti Fritti lentamente, dovranno essere girati una volta sola usando gli stecchini di legno per spiedini immersi all’interno del buchetto centrale. Scolateli su carta assorbente e passateli nello zucchero semolato ancora caldi: gustateli subito!
Trucchi e consigli
Perché il liquore? L’alcol in frittura evapora creando una barriera di vapore che impedisce all’olio di penetrare: è il trucco della nonna per evitare che diventino unti.
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