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Una parola coniata nel ‘700 e che viene associata quasi esclusivamente alla cucina indiana: siamo abituati a considerare il curry una delle spezie più profumate che si possono avere in cucina, con il suo tipico colore giallo-senape e il sapore inconfondibile che riesce a conferire a ogni pietanza. Ma che cos’è esattamente? Come già anticipato, nel corso del XVIII secolo i colonialisti britannici utilizzarono per la prima volta questo termine per adattarne un altro tipico dell’India, kari. Kari in indiano significa semplicemente “salsa” e inglesi e olandesi apprezzarono immediatamente quella polvere ottenuta mescolando tante spezie.

Tra l’altro, nel corso dell’Esposizione Universale di Parigi del 1889 venne stabilita in via ufficiale la composizione del curry: dovevano essere presenti quantitativi ben precisi di tamarindo, cipolla, coriandolo, peperoncini, cumino, pepe e mostarda. Al giorno d’oggi, invece, si possono includere molti altri ingredienti, come ad esempio il cardamomo, la cannella e altri semi, tutto dipende dal tipo di cucina che si intende preparare, visto che le ricette a base di curry sono tipiche anche del Pakistan, del Bangladesh, dello Sri Lanka, oltre a Nepal, Malesia e Caraibi.

Quindi, bisogna evitare un errore quando si parla di curry: non è una spezia vera e propria oppure una miscela, ma un modo di cucinare tipico di alcuni paesi asiatici. In Italia, comunque, il curry è identificato come un mix di spezie, utile per la preparazione di ricette esotiche. La tipica composizione comprende curcuma, coriandolo, cannella, pepe, noce moscata, zenzero, senape e cumino. Il colore giallo ocra gli viene conferito dalla curcuma, uno dei principali coloranti alimentari naturali.

Esiste però anche un curry rosso, molto diffuso in Thailandia e i cui ingredienti principali sono il latte di cocco e un pesto particolare (peperoncino, aglio, scalogno e pasta di gamberetti). Il curry non è una prerogativa dei ristoranti indiani, è sempre più diffuso nelle nostre cucine e conferisce un tocco speciale a molti piatti. Dà il meglio di sé nei primi piatti: ad esempio, le lenticchie al curry sono una zuppa perfetta per la stagione invernale, mentre le pennette al curry con speck sono invitanti anche quando è più caldo. La sua versatilità trionfa nei secondi a base di carne: i bocconcini di pollo al curry mescolano più tipi di cucine internazionali, per non parlare di un piatto particolarmente sfizioso e adatto anche ai vegetariani, le polpette di tofu con salsa al curry. Tutti piatti resi particolari dall’aggiunta del curry, assolutamente da provare per portare in tavola un gusto e un profumo inconfondibile.