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Genio musicale, ma non solo. Quando si parla di Giuseppe Verdi si ricordano giustamente le sue opere liriche e composizioni, capolavori immortali che non ci si stanca mai di ascoltare, mentre è meno noto un altro aspetto. Il “cigno di Busseto”, infatti, era un grande appassionato di cucina e della buona tavola: forse non si raggiungono i livelli di Gioachino Rossini, ma nelle lettere di Verdi si trovano spesso riferimenti a ricette e piatti di cui era ghiotto. Una passione favorita senza dubbio dai luoghi in cui nacque e crebbe, l’Emilia, ben nota per la sua gastronomia.

I prodotti tipici dell’Emilia
Cosa piaceva di più al Maestro? Le eccellenze emiliane erano sempre presenti durante i pasti, dal Culatello di Zibello al Parmigiano Reggiano, passando per il Prosciutto di Parma e altri salumi come la coppa, per non parlare della spalla cotta, forse il piatto più amato da Verdi, il quale non si stancava mai di consigliarlo ad amici e conoscenti. Sono passati alla storia i pranzi nella tenuta di Sant’Agata dove abitava e in cui non mancavano i prodotti tipici emiliani, sempre nel segno della semplicità.

Il risotto
Camille Du Locale, impresario dell’Opéra di Parigi, definì Verdi “maître pour le risotto” (un vero e proprio maestro dunque). La ricetta del compositore prevede l’utilizzo di burro, midollo di bue o vitello e poca cipolla tagliata. Dopo aver fatto abbrustolire il riso si aggiunge brodo di carne bollente (due o tre mestoli), mettendone dell’altro una volta asciugato e fino a cottura perfetta del riso. A metà cottura, però, non bisogna dimenticare mezzo bicchiere di vino bianco. Dopo aver aggiunto del Parmigiano grattugiato, a cottura quasi ultimata si fa sciogliere lo zafferano in un cucchiaio di brodo per poi mescolarlo nel riso. La chicca finale consiste nello spolverare il tartufo sopra il risotto.

Spalla cotta
La ricetta originale si può trovare in una lettera del 1872 all’amico conte Opprandino Arrivabene: la spalla di maiale deve essere privata del sale prima di farla riposare nell’acqua tiepida. Per cuocerla, Verdi consiglia di riporla in un recipiente pieno d’acqua e metterlo sul fuoco in modo da farla bollire a fiamma bassa per sei ore. La spalla deve poi essere lasciata raffreddare nel brodo. Dopo 24 ore, infine, può essere tolta dalla pentola e asciugata.

Gli chef ispirati da Verdi
Giuseppe Verdi ha ispirato con le sue opere diversi chef. Ad esempio, Henry-Paul Pellaprat gli ha dedicato un risotto preparato con funghi, asparagi e prosciutto cotto. Esistono inoltre i cosiddetti “spaghetti alla Traviata” (pomodoro e basilico fresco), i “crostini Rigoletto” (burro, pepe, prosciutto cotto e prezzemolo) e la minestra ideata nel 1929 (a base di polpettine ricavate da patate schiacciate, sale, parmigiano e tuorli d’uovo).